Incantevoli Shih-tzu e Maltesi

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 Principi di selezione

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Siria
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MessaggioTitolo: Principi di selezione   Dom Mar 11, 2012 1:23 am

Negli animali da reddito si seleziona in base alla attitudini di produzione di carne e/o latte degli animali, ovvero caratteristiche che si possono "misurare" (litri di latte prodotti giornalmente ad esempio).

Nel cane il discrso è più complicato, in quanto le razze canine vengono selezionate per la morfologia ed il carattere, che sono ovviamente non misurabili.
La morfologia è data dalla combinazione di un'infinità di caratteri genetici, di cui solo alcuni possono essere studiati (ad esempio il colore di alcuni mantelli), per quanto riguarda carattere, attitudini, tempra ecc... il discorso si fa ancora più complesso.

L'allevatore di cani potrebbe affidarsi alla natura ed accontentarsi del risultato di accoppiamenti casuali fra riproduttori lasciati liberi: se mai ottenesse però un soggetto eccezionale, questo anche probabilmente sarà frutto solo del caso, e le sue qualità eccezionali segneranno poco la discendenza.
Questo avviene anche quando si lavora con linee di sangue completamente diverse, in cui non c'è nessun richiamo di sangue che vada a fissare determinate caratteristiche cercate: potrà nascere il super cane, bello e bravo, ma poi ai suoi figli passerà poco o nulla, non ci sarà omogeneità delle cucciolate, tanto che si potrebbe far fatica anche a riconoscere due fratelli.

Questo modo di allevare quindi non porterà mai da nessuna parte, e l'allevatore farà presto a capire di aver sbagliato strada.
Inizierà quindi a chiedersi:
Come funziona la genetica?
Come si trasmettono i caratteri che fanno le qualità e i difetti di ogni individuo?
Il fenotipo traduce fedelmente il genotipo?
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della consanguineità, dato che gode di pessima fama nel grande pubblico?
Come prevenire una malattia genetica?
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MessaggioTitolo: Re: Principi di selezione   Dom Mar 11, 2012 1:24 am

In genetica, il carattere rappresenta l'espressione visibile o quantificabile di uno o più geni.

Un gene rappresenta un'unità di programma situata in un posto preciso (loco) di un cromosoma.
Le cellule sessuali, ovuli e spermatozoi, hanno i cromosomi in unica copia, mentre tutte le altre cellule dell'organismo li hanno doppi: questo significa che ogni riproduttore darà al cucciolo metà del proprio corredo genetico, e le possibilità sono pressocchè infinite.

Per ogni loco, quindi, un gene ha la possibilità di esprimersi due volte attraverso il patrimonio genetico del padre e di quello della madre (si parla allora di allele).

Nel caso in cui questi alleli siano identici, l'individuo sarà definito omozigote per il carattere considerato, mentre se sono diversi sarà eterozigote.

In allevamento c'è necessità di creare riproduttori omozigoti, ovvero che ai cuccioli daranno sempre le stesse caratteristiche fisse, in quanto, scegliendo il gamete una metà dei geni a caso, comunque non ci sarà differenza perchè gli alleli sono identici.
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MessaggioTitolo: Re: Principi di selezione   Dom Mar 11, 2012 1:24 am

Al momento della formazione delle cellule sessuali (gametogenesi), un processo molto complesso chiamato meiosi mescola i cromosomi da ripartire nell'ovulo e nello spermatozoo.
Quando questi si incontreranno poi, non si può prevedere quale spermatozoo feconderà quale ovocellula.... un bel rompicapo statistico!!!

Cosa può fare quindi l'allevatore?
Innanzitutto essere umili, ed iniziare a studiare un paio di caratteri nella sua produzione, ad esempio colore del mantello e lunghezza del pelo, così da capire bene se le sue linee di sangue sono omozigoti o meno, e se hanno caratteri dominanti oppure no.
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MessaggioTitolo: Re: Principi di selezione   Dom Mar 11, 2012 1:25 am

Si capisce pertanto che l'omozigosi è importantissima, faccio un esempio: abbiamo uno stallone nero che da sempre e solo cuccioli neri, accoppiato con cagne di svariati colori: questo stallone è omozigote per il mantello nero, una certezza per l'allevatore, che se vuole dei cuccioli neri lo utilizzerà, altrimenti no.


Un altro stallone nero invece da figli sia di colore nero, che di altri colori: questo riproduttore è eterozigote per il carattere nero del mantello, quindi non da alcuna certezza.

Si capisce pertanto che se l'allevatore desidera fissare un carattere, giudicato positivo per il suo allevamento, dovrà cercare dei riproduttori che presentino entrambi non solo queto carattere desiderato, ma anche un legame di parentela (consanguineità) in modo da aumentare le probabilità di omozigosi.


Per esempio, se si desidera fissare il mantello marrone, che in genere è recessivo, basterà accoppiare cani marroni.

Se invece il marrone è difetto, dovrà selezionare riproduttori neri che non abbiamo nessun marrone in genealogia.
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MessaggioTitolo: Re: Principi di selezione   Dom Mar 11, 2012 1:25 am

La selezione consiste nello scegliere i riproduttori per ottenere cuccioli conformi all'obiettivo.
Diversi sono i metodi che si possono utilizzare:

SELEZIONE FENOTIPICA
Si ignorano volontariamente le ricerche e gli studi sul pedigree, e si accoppiano dua cani di qualità, nella speranza di ottenere cuccioli che somiglino ai genitori.
Ma il fenotipo non sempre corrisponde al genotipo, quindi questa tecnica di selezione può condurre a risultati inattesi.
In genere questo tipo di selezione (fatta consciamente, non a caso come i cagnari) si utilizza quando un allevatore ricerca una caratteristica eccezionale nei cuccioli, sulla quale poi in seguito andrà a lavorare in consanguineità per fissarla.
Ovviamente non si può assolutamente sapere come verranno i cuccioli, la cucciolata sarà disomogenea, con cuccioli bruttini e cuccioli bellissimi, quindi tutto è affidato al caso.
La selezione fenotipica si attua anche quando si accoppiano due cani che non hanno nessun parente in comune (quindi nessun gene), ma hanno delle caratteristiche morfologiche simili (ad esempio due soggetti con muso molto corto): ci si aspetta quindi che i cuccioli abbiano buone probabilità di avere questa caratteristica, ma il tutto rimane comunque affidato al caso.
Questa tecnica è applicabile in un allevamento agli inizi, alla ricerca della sua specificità (come l'artista debuttante che cerca ancora il suo stile), riguarda essenzialmente caratteri quantitativi (altezza, peso ecc), ma i risultati sono aleatori, e confermabili solo dopo molte generazioni.
Presenta il vantaggio di un arricchimento genetico attraverso il rimescolamento dei geni, molto utile in allevamenti che ormai hanno fissato le loro caratteristiche, ma hanno linee troppo chiuse: si immettono linee di sangue nuove.

SELEZIONE GENEALOGICA
Si cerca di predire il valore genetico di un riproduttore tramite la valutazione dei suoi antenati, discendenti e collaterali.
Si riesce quindi a valutare come riprodurrà un dato animale, e ci si potrà permettere di utilizzare soggetti scadenti morfologicamente, ma con un grande valore genetico alle spalle che segnerà fortemente la discendenza con le sue qualità, non trasmettendo i difetti.
Non è raro infatti che da fattrici o stalloni da Molto Buono possano uscire vari Campioni eccezionali....... spesso basta sapersi studiare un pedigree, per capirne il motivo: in pratica, un riproduttore brutto, se ha dietro una famiglia di bellissimi, darà in genere figli bellissimi. Questo è il concetto di Puro Sangue, ovvero un riproduttore fortemente omozigote sarà un grande razzatore, anche se lui stesso non è un gran che.

Ma come possiamo creare questo super razzatore??
La risposta è semplice: con la consanguineità, che permette di fissare i caratteri e creare una stirpe stabile a partire da due soggetti imparentati (in-breeding).
Questa tecnica però fissa sia pregi che difetti, è necessario quindi partire da antenati con caratteristiche di purezza irreprensibili..
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